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Monumento ai Caduti di Maser

Monumento ai Caduti di Maser
Compiuto nell’ottobre del 1923 per volere del Comitato “Pro Monumento” di Maser, il Monumento ai Caduti di Maser si presenta ancor oggi, a ottant’anni dalla nascita, come punto di riferimento e gloriosa memoria nel paesaggio urbano.
Tra due guglie di roccia che rappresentano le Alpi, estremo confine d’Italia, si erge possente nel bronzo una classica figura di Donna romana, simboleggiante la Patria gloriosa nella sua grandezza e potenza.

Essa volge la sua fronte fiera verso lontani orizzonti, accarezzando con lo sguardo il figlio morto per darle la gloria. Nella mano sinistra impugna una lunga asta, lo scettro del potere, alla sommità del quale sta la Vittoria alata; nella destra porta una corona intrecciata d’alloro (simbolo di gloria) e di quercia (simbolo di forza).

La corona sta a significare la solenne glorificazione dell’Eroe caduto per la Patria, la cui figura è scolpita nella roccia: giacente in un sereno abbandono, muore placidamente, con la spada in pugno, sicuro di aver adempiuto ad un dovere glorioso.
Ai piedi delle guglie di roccia, gli scudi di bronzo con su incisi i nomi dei Caduti.
Il monumento, opera di Angelo Rossetto da Maser, rappresenta uno dei lavori più importanti dell’artista.
 

Angelo Rossetto da Maser

Angelo Rossetto, scultore di buona mano, è l’autore del Munomento ai Caduti di Maser e della Statua che sormonta il campanile di Caerano di San Marco. Nato nel 1886, studiò a Venezia e Firenze. Nel 1915 fu in prima linea nella Grande Guerra. Sempre alle prese con problemi economici, appassionato studioso dell’arte dei grandi, condusse una vita d’artista, tesa tra grandi ideali e piccoli espedienti.
A Firenze certo riscuote un certo successo: produsse numerose opere, marmi, terrecotte e bronzi, moltissime attualmente di ignota collocazione.
Morì alla giovane età di 41 anni, all’ospedale di Asolo, fra le sue amate colline.