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Di Villa in Villa

Benvenuti a Maser, tipico e accogliente borgo della marca Trevigiana, ricco di natura, chiese e ville patrizie.
Crespignaga, Coste, Madonna della Salute e Muliparte offrono, ciascuna, curiosità e piccoli gioielli che meritano una visita. Scopri le ville del territorio.

Piantina delle ville a Maser

Maser e i suoi piccoli tesori

Passeggiando fra le colline vi sarà facile incontrarle immerse in paesaggi verdeggianti e floreali, prima fra tutte la Villa di Maser, splendente capolavoro palladiano dell'arte cinquecentesca.

Villa Pasina

Via Gorghesana, 33 - Crespignaga –  non visitabile

Al confine con il territorio di Asolo, costruita in una splendida posizione paesaggistica, domina dall’alto di un colle la campagna verso Sud e l’orizzonte a Ovest.
La si raggiunge svoltando a sinistra, quasi alla fine di via Gorghesana, in un ambiente dominato da ulivi e cipressi.

Fu costruita all’inizio dell’Ottocento nello stile del secolo prima, ed è ricca di un giardino curatissimo, le cui siepi potate incorniciano il paesaggio verso la pianura e la Rocca di Asolo. L’edificio, estremamente semplice ma suggestivo, si eleva solo su due piani; sopra il cornicione modanato che delimita la facciata è collocato un piccolo e proporzionato frontone triangolare, con piccolo stemma nobiliare al centro. La facciata è quasi del tutto ricoperta da un glicine secolare, esplosione di luce e di colore tra la fine di aprile e i primi di maggio.

La Pasina (cosiddetta perché fatta costruire dal nobile veneziano Claudio Pasini) è ancora oggi un luogo di quiete e raccoglimento, come ci dice l’iscrizione latina posta sopra il portale “SECURA SUB MONTE QUIES”. Annesso alla villa è l’oratorio dedicato alla Madonna della Salute e a Sant’Antonio da Padova, ornato da due simpatici putti ammiccanti dal timpano.

Villa Pellizzari, già Micheli

Crespignaga di Maser – via Bassanese 373 – non visitabile

Provenendo da Asolo, sta come di guardia all’entrata di Crespignaga. Per chi arriva da Maser, invece, è visibile una delle facciate del corpo della villa, con il suo sopralzo timpanato. Villa e barchessa, unite tra loro da un terzo corpo di fabbrica con sottostante passaggio carraio, affacciano con il loro fronte posteriore sulla strada provinciale.

Costruzione cinquecentesca, è adorna, all’interno, di stucchi delicati, di pavimenti alla veneziana e travi alla sansovina. Finemente restaurata, è adorna di un giardino curatissimo che sottolinea la bellezza della facciata a Sud. Proprio a Sud presenta un ampio portico a sette arcate centinate, che conserva il pavimento originale in lastroni di pietra; la campata centrale, isolata rispetto a quelle laterali, è sormontata da un largo timpano triangolare.

Villa Querini

Crespignaga di Maser – via Bassanese 398 - non visitabile

L’edificio sorge nel cuore dell’abitato di Crespignaga, frazione ad Ovest di Maser.

Seminascosta da pini e cipressi, di architettura equilibrata ed armoniosa. Già attribuita erroneamente allo Scamozzi, è comunque ascrivibile alla scuola del Longhena, architetto del barocco veneziano.

Il corpo padronale è collocato in posizione dominante su un leggero rialzo del terreno cui conduceva un tempo un lungo viale d’ingresso frontale riquadrato dalla cancellata in ferro tra alti pilastri in mattoni sormontati da elementi decorativi in pietra. Posti al centro di un’esedra in muratura. Alla metà del XX secolo l’edificio venne adibito ad asilo infantile, snaturando la disposizione interna degli spazi.

Il corpo centrale ha due fronti opposti di diversa altezza per le caratteristiche del terreno su cui sorge: a Sud si notano due piani fuori terra, mentre sul lato Nord l’edificio si eleva sul terreno a piano unico. La facciata principale è semplice, con trifora centrale ad archi tondi ed ingresso ad arco in pietra viva. Due alti comignoli sottolineano la tripartizione della facciata.

All’interno l’edificio presentava i due saloni principali con il soffitto in legno alla sansovina e le sale rifinite con marmorino e stucchi alle pareti, oltre a pavimenti alla veneziana.
Al primo piano, la cosiddetta “Camera delle pitture” era decorata con affreschi voluti dalla nobile famiglia veneziana Donadi, di cui si conserva lo stemma sulla ricca balaustra del poggiolo.

Sul lato Est della proprietà svetta un torrione isolato: è la “Colombera”, utilizzata durante la prima Guerra mondiale come base di partenza e rientro dei colombi viaggiatori, mezzo di informazioni belliche.

Villa Bolzon, ora Favaro

Crespignaga di Maser – via Bassanese 319 - non visitabile

Interessante costruzione, ha subìto nel tempo importanti restauri, mantenendo tuttavia evidenti alcuni elementi dell’impianto originario, che probabilmente risale al XVII secolo.

La villa si eleva su un basamento trattato a finto bugnato con conci radiali attorno alle finestre, sopra il quale è collocato il primo piano ed un piano sottotetto.

La facciata verso la strada si presenta suddivisa in tre settori, di cui quello centrale definito da cantonali a bugne alterne di colore scuro: ogni porzione ospita tre assi di finestre, tutte a profilo architravato, con davanzali in pietra, cornici intonacate e soprastante cimasa modanata. Si differenzia la sola apertura d’ingresso dell’edificio, costituita da una porta con profilo centinato, interamente racchiusa da elementi in pietra; davanti ad essa si apre un piccolo terrazzo rettangolare a cui è raccordata la scalinata frontale in pietra, composta da dieci gradini intervallati a metà da un pianerottolo. Nel volume del sottoscala si aprono due grandi fori ovali simmetrici.
Bei camini a pinnacolo danno ritmo ed equilibrio all’insieme.

La facciata a Sud, verso il giardino, non visibile dalla strada, presenta un disegno analogo.

Chiesa Parrocchiale di Crespignaga

Alcuni pellegrini o crociati, all’inizio del Mille, eressero presso il castello di Crespignaga un ospizio dedicato a san Giacomo, che più tardi divenne monastero. Questa chiesa crebbe d’importanza nei secoli, a discapito della vera parrocchia di Crespignaga, dedicata a san Bartolomeo, che si trovava in aperta campagna (oggi chiesetta del Nome di Maria). Attualmente è visibile nelle forme del XVIII secolo, quando il vecchio edificio dedicato a san Giacomo venne in parte abbattuto: ingrandita ed abbellita, la nuova chiesa venne solennemente dedicata a san Bartolomeo il 21 dicembre 1776. Il campanile fu eretto all’inizio dell’Ottocento, a spese del nobile Querini.

All’interno, affreschi neoclassici di Gianbattista Canal: al presbiterio: “Maddalena e Simone”, “Resurrezione di san Lazzaro” e “SS. Trinità in gloria”; sul soffitto centrale: “Martirio e gloria di San Bartolomeo” e 3 medaglioni in chiaroscuro raffiguranti fede, speranza e carità, le 3 virtù teologali.

Conserva inoltre un pregiatissimo olio su tavola della scuola di Cima da Conegliano, raffigurante la Madonna col bambino e Santi, sullo sfondo di un paesaggio giorgionesco. La pittura è rara, tipicamente veneta del primo ‘500, forse attribuibile a Girolamo Santacroce da Vittorio Veneto.
In sacrestia, una preziosa croce astile e un tabernacolo in legno dipinto.

Villa Fabris

Crespignaga di Maser – via Bassanese 300 – non visitabile

In posizione scenografica ai piedi dei colli maserini, è tuttavia poco visibile dalla strada, essendo isolata e seminascosta all’interno di un giardino con grandi alberi.
Pur non essendoci una documentazione precisa, è possibile far risalire l’impianto originario al tardo Seicento, molto alterato dai notevoli rifacimenti attuati verso il 1870 dall’allora proprietario, il Colonnello Nicolò Fabris.

La villa, a cui è addossata ad Ovest una lunga barchessa, presenta tre piani fuori terra ed è caratterizzata dal sopralzo del settore centrale, concluso da timpano a profilo triangolare.
Al primo piano una trifora con poggiolo, sovrastata da altra trifora senza poggiolo. Ha stanze con marmorini e stucchi, terrazzi alla veneziana.

Villa Pastega

Crespignaga di Maser – via Bassanese 271– non visitabile

Si tratta di un complesso allineato lungo la provinciale Bassanese, nella prima periferia di Crespignaga, in posizione ariosa e poco edificata. Di sicure origini settecentesche, la villa è stata successivamente rimaneggiata. Circondata da pini, cipressi, ginepri e larici, risalta per il delicato intonaco di colore rosa, esteso anche al cornicione liscio su cui si imposta la copertura a padiglione.

Il corpo della villa si sviluppa su tre piani fuori terra, e la facciata è interessante per l’ingresso con stipiti in pietra e bifora senza poggiolo al primo piano.
Il portale d’ingresso, di una certa importanza, è sormontato da uno stemma gentilizio in pietra a cartiglio. All’interno è oranata da marmorini e stucchi, con pavimenti alla veneziana.

Degno di nota è il vasto giardino a Sud, che fa da sfondo alla bella costruzione “civettuola e graziosa”, come ebbe a definirla il Bernardi.

Monumento ai Caduti di Crespignaga

Isolato al centro della piazza, con le colline sullo sfondo, il Monumento ai caduti di Crespignaga si erge maestoso ed imponente.

Realizzato in pietra bianca, è composto da un alto piedestallo cilindrico, sul quale è innalzata una figura femminile, rappresentante la Patria vittoriosa che onora i figli morti.
Infatti, l’iscrizione in basso, attorniata dai nomi degli eroi, dice: CRESPIGNAGA AD ONORE E RICORDO DEI SUOI FIGLI MORTI PER LA PATRIA.
La raffigurazione della Patria, realizzata secondo i canoni classici rivisti dalla statuaria del primo Novecento, è notevole per l’espressione del volto e il morbido panneggio della veste e del mantello.
La posa classica, dignitosa e severa, è sottolineata dallo scudo posto alla sua destra.

Chiesetta campestre Nome di Maria

Via Nome di Maria – Crespignaga – non visitabile all’interno

La chiesa del Nome di Maria, antica parrocchia del paese, era un tempo dedicata a san Bartolomeo: fu edificata sul terreno feudale del vescovado di Treviso, dopo la distruzione degli ultimi Ezzelini da Romano, consumata a San Zenone il 24 agosto 1260, giorno di san Bartolomeo apostolo. Anche l’antica chiesa parrocchiale di Crespignaga, quindi, fu dedicata a questo santo, come altre chiese diocesane allora in costruzione o in progetto, per volontà del vescovo Alberto Ricco (1255 – 1275) in ringraziamento della liberazione dalla tirannìa degli Ezzelini. Di forme semplicissime e pulite, isolata nel verde e nel silenzio, ad essa si giunge, svoltando dalla statale verso sud, per una stretta strada di campagna. E’ stata chiesa parrocchiale di Crespignaga fino al 1634, quando le fu preferita, per motivi di comodità e vicinanza alle abitazioni, l’attuale chiesa parrocchiale che anticamente, ancora dedicata a san Giacomo, era la chiesa annessa al monastero di Crespignaga. Sul terreno circostante era ubicato, fin dal medioevo, l’antico cimitero.

Vi si giunge imboccando una laterale a Sud della statale Marosticana, via Nome di Maria.

Oratorio San Vettore

Via San Vettore – Coste

Dedicata ai martiri Vettore e Corona ecco a mezza costa, tra cipressi ed ulivi, questa bella costruzione, di recente restaurata. Si raggiunge anche a piedi con una bella passeggiata, partendo da via san Vettore, la strada che s’inerpica sulla collina partendo da piazza della Pieve a Coste. Una lapide posta sulla facciata ci dice che l’oratorio fu costruito nel 1686 da Giuseppe Trieste, sacerdote e cittadino di Asolo.

Monumento ai Caduti di Coste

Inaugurato nel 1926, il monumento ai Caduti di Coste sorge sulla valle a est della canonica, dopo il trasferimento della fontana che ora è collocata a destra guardando la chiesa, presso il muro di Villa Sernagiotto.

Sopra un massiccio basamento marmoreo a foggia di doppia tomba, un lastrone di marmo orlato a semicerchio presenta due medaglioni di bronzo.
Quello a nord simboleggia la Vergogna del disertore e quello a sud i Genitori che piangono la morte del figlio rapito.

Nel mezzo dei due altorilievi è la lapide a forma piramidale di marmo bianco su cui sono incisi i nomi dei 34 costesi caduti nella prima guerra mondiale.
Sopra tutto, svetta la slanciata statua bronzea della Vittoria, con in mano la fiaccola dell’amore.

Chiesa Parrocchiale di Coste

Dedicata a san Tommaso apostolo, è forse costruita sulle rovine di un antico castello, un torrione del quale costituisce probabilmente la base dell’attuale campanile. Contrariamente a questa opinione, s’è anche detto che la chiesa sia esistita da sempre come tale, e che talvolta fosse usata come rifugio dalle genti minacciate dagli invasori. L’edificio primitivo era risalente con molta probabilità alla fine del X secolo, con l’abside posta ad oriente e facciata a ponente secondo il rito delle prime chiese cristiane.

La chiesa ha resistito integra fino alla fine del Seicento, quando, a fronte delle nuove esigenze del culto, subì una radicale trasformazione. Un ulteriore ampliamento fu operato negli anni ’80 dell’Ottocento, con l’aggiunta delle due navate laterali.

Da sempre la figura giuridica del rettore della pieve di Coste è molto importante, e gli è per questo dovuto il titolo di Arciprete. Tra i molti che si sono succeduti, ricordiamo l’Abate Angelo Dalmistro, insigne letterato

All’interno la chiesa conserva alcune opere d’arte di una certa rilevanza, tra cui ricordiamo una bella croce astile in rame di fattura gotico-bizantina e una statua professionale di san Tommaso in legno cesellato e dorato, risalente al XV secolo.
Tra le pitture, spiccano una “Deposizione” attribuita a Jacopo Palma il Giovane (1544-1628), altre tele di scuola veneta (raffiguranti san Tommaso d’Aquino, la Vergine, Cristo e la Veronica, S. Luigi Gonzaga) e mediocri affreschi di Noè Bordignon. Nella statuaria, pregevolissimi sono il lavori di Giuseppe Bernardi detto il Torretto (1694-1773) e della sua scuola, tra cui ricordiamo la Crocifissione posta nella navata destra e il Sudario del paliotto.

Sul lato Sud della chiesa sorge la casa canonica, molto rimaneggiata nel corso dei secoli, costruita presumibilmente nella prima metà del Seicento. La facciata rivolta verso la strada si presenta oggi simmetrica e tripartita, con l’asse centrale evidenziato dalla presenza di un piccolo frontone triangolare.

Fa sempre parte della Parrocchia di Coste anche la chiesa di MADONNA DELLA SALUTE, frazione a Sud, al confine con Altivole . Nel 1884 i fedeli del luogo costruirono un oratorio dipendente dalla matrice di Coste, che divenne curazia nel 1945 con prete stabile, dotato di casa canonica e di nuova chiesa (1948), consacrata nel marzo del 1962. Il vecchio oratorio venne adibito, adattandolo, a casa della Dottrina e ad altre attività parrocchiali.

Altre informazioni su:

Chiesetta di San Giorgio

Bianco e ridente, questo Oratorio è stato probabilmente costruito molto anticamente, tra l’VIII e il X secolo. Nel corso dei secoli ha subito varie vicende, vedendo l’alternarsi di momenti di grande attenzione devozionale ad altri di completo abbandono. Venne ricostruito una prima volta intorno al 1536 e successivamente, ridotto ormai ad un rudere, completamente demolito e ricostruito nelle forme attuali nel 1906, per volontà dell’allora Arciprete Antonio Gardin. Successivamente di nuovo trascurato, fin dal 1967 è stato oggetto di particolare cura, con continui interventi di conservazione. Può essere meta di una bella passeggiata, e da lassù il panorama è veramente mozzafiato. Ci si arriva (nell’ultimo tratto solo a piedi) da via San Vettore, a lato della chiesa di Coste, o da Forcella Mostaccin a Maser.

Il colle ha anche un’importanza storica, dal momento che si ha certezza che fosse un posto di vedetta capace di controllare una vasta estensione della pianura sottostante.

Villa Sernagiotto, ora Mazzarolo

Piazza della Pieve, 5 – Coste – non visitabile

Edificio imponente, preceduta da un bel giardino, si affaccia sulla piazza della Pieve, nella frazione di Coste. Costruita probabilmente nel Settecento, si presenta nell’aspetto datole con un rimaneggiamento ottocentesco. Conserva bei pavimenti alla palladiana ed in pietra viva di Possagno. Durante la prima guerra mondiale fu adibita a reparto dell’ospedale militare.

Il volume compatto della villa si sviluppa con tre piani fuori terra e presenta una larga porzione centrale, leggermente aggettante, conclusa da timpano triangolare. Le tre aperture centrali del primo piano sono arricchite da una cornice modanata in aggetto, che sopra il foro mediano assume la forma di un frontoncino triangolare.

Cà Pesaro

Via Bassanese, 207/209 – Coste – non visitabile.

Casa dominicale, oggi molto trascurata, fu un tempo della nobile famiglia veneziana dei Pesaro, passò poi ai Facchinetti e ai Sale, nobili bassanesi. Sorge poco dopo la piazza della Pieve a Coste, sulla destra in direzione Maser, mostrando l’intero fronte Nord sulla strada. Risale probabilmente al Cinquecento e presenta, nella facciata rivolta a sud, singolari elementi di arte rinascimentale, con tre belle arcate al piano terra, ed una ariosa loggia soprastante, anch’essa a tre archi, sostenuti da bei capitelli in pietra d’Istria. Alcune stanze del piano terra e del primo piano conservano ancora una fitta travatura, intarsiata con figure geometriche a rilievo e colorate, testimonianza di una dimora signorile.
Essendo proprietà privata, si può scorgere nell’insieme la bellezza della costruzione da un punto di osservazione poco lontano, in corrispondenza dell’ingresso al Cimitero di Coste.

Monumento ai Caduti di Madonna della Salute

Il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, costruito sulla piazza di Madonna della Salute nel 1923, nasce dalla ferma volontà dei paesani di rendere omaggio ai loro fratelli.

Realizzato dai fratelli Tocchetto, muratori di Altivole, il monumento si presenta con una base in cemento su cui si erge una colonna romana dimezzata, sormontata da un’aquila in bronzo.
L’opera è dello scultore Giobatta Donazzan di Pove del Grappa

Una scritta commemorativa dedica il monumento ai Caduti, ricordati per nome su targhe ai lati del piedistallo.

E’ curioso notare come proprio il monumento, alla cui costruzione si pervenne a causa del mancato accordo con i compaesani di Coste di erigere un unico monumento, fu una delle giustificazioni per la separazione e l’indipendenza della parrocchia di Madonna della Salute dalla matrice di Coste.

Oratorio di San Vigilio

Vi si arriva da via Caldretta davanti il monumento ai Caduti di Maser, svoltando quindi a destra in via sant’Antonio, e poi proseguendo a piedi, tra vigneti e campi coltivati, per una strada da cui si possono abbracciare, con lo sguardo, tutte le colline che contornano Maser, spaziando con lo sguardo dalla rocca di asolo a quella di Cornuda. Due alti cipressi, a guardia dell’entrata (piantati nel 1954), lo rendono riconoscibile da lontano. La storia di questo oratorio, immerso nella quiete della campagna circostante, risale agli anni intorno al Mille, quando il territorio di Coste fu ceduto dall’Imperatore Ottone III al Vescovo di Treviso, Rozo. Con la costruzione dell’oratorio si volle probabilmente rendere omaggio al Santo venerato in particolar modo nel mondo cattolico sassone, cui appunto apparteneva Ottone III.

Questo oratorio è sempre stato molto amato dalla popolazione di Coste, e fin dal secolo XIII si volle abbinare a quella di san Vigilio (S. Vilj) la devozione a santo Stefano e a sant’Antonio di Padova.

Cà Nani - Municipio

Maser - Piazzale Municipio, 1 – visitabile negli orari d’apertura degli Uffici comunali

L’edificio, la cui epoca di costruzione è coeva alla poco distante Villa Barbaro, è l'attuale sede del Municipio di Maser.
Ca' Nani fu in origine residenza della nobile famiglia veneziana dei Nani, passando poi ai conti Trieste e quindi ai Fanzago, i quali operarono le maggiori modifiche ed aggiunte al complesso. Nel 1927 Luigi Fanzago vendette la proprietà al Comune, e a quegli anni risale la costruzione della doppia scalinata sul fronte Nord della villa, quello prospiciente la strada.

La villa presenta tre piani fuori terra, con un largo timpano triangolare collocato sopra il cornicione di gronda. Gli ampliamenti laterali hanno modificato l’originaria simmetria della facciata, ancora evidente nella posizione dei due camini che emergono dalla copertura a padiglione.

Verso Sud, dove una volta si estendeva un grande giardino con laghetto, c’è oggi una corte chiusa sul lato Ovest da edifici a due piani, un tempo di servizio alla villa stessa, e ad Est da costruzioni moderne, recupero ed ampliamento di preesistenti edifici.

La facciata meridionale conserva meglio i segni del precedente assetto: al piano terra sono visibili i profili di quattro archi a tutto sesto che si aprivano forse a formare un portico.
Una bella meridiana settecentesca misura ancor’oggi il tempo.

All’interno, dopo i radicali restauri degli anni ’80 del Novecento, sono stati scoperti e riportati all’originario splendore i soffitti a travature dipinte e i pavimenti in terrazzo alla veneziana. Gli spazi sono distribuiti secondo i canoni tradizionali dell’architettura delle ville venete, con ampi ingressi e stanze disposte ai lati.

Annesso alla villa è il piccolo oratorio di San Giovanni Battista, le cui prime notizie risalgono al 1686.

Cà Nani - foto

Monumento ai Caduti di Maser

Compiuto nell’ottobre del 1923 per volere del Comitato “Pro Monumento” di Maser, il Monumento ai Caduti di Maser si presenta ancor oggi, a ottant’anni dalla nascita, come punto di riferimento e gloriosa memoria nel paesaggio urbano.
Tra due guglie di roccia che rappresentano le Alpi, estremo confine d’Italia, si erge possente nel bronzo una classica figura di Donna romana, simboleggiante la Patria gloriosa nella sua grandezza e potenza.

Essa volge la sua fronte fiera verso lontani orizzonti, accarezzando con lo sguardo il figlio morto per darle la gloria. Nella mano sinistra impugna una lunga asta, lo scettro del potere, alla sommità del quale sta la Vittoria alata; nella destra porta una corona intrecciata d’alloro (simbolo di gloria) e di quercia (simbolo di forza).

La corona sta a significare la solenne glorificazione dell’Eroe caduto per la Patria, la cui figura è scolpita nella roccia: giacente in un sereno abbandono, muore placidamente, con la spada in pugno, sicuro di aver adempiuto ad un dovere glorioso.
Ai piedi delle guglie di roccia, gli scudi di bronzo con su incisi i nomi dei Caduti.
Il monumento, opera di Angelo Rossetto da Maser, rappresenta uno dei lavori più importanti dell’artista.

Angelo Rossetto da Maser

Angelo Rossetto, scultore di buona mano, è l’autore del Munomento ai Caduti di Maser e della Statua che sormonta il campanile di Caerano di San Marco. Nato nel 1886, studiò a Venezia e Firenze. Nel 1915 fu in prima linea nella Grande Guerra. Sempre alle prese con problemi economici, appassionato studioso dell’arte dei grandi, condusse una vita d’artista, tesa tra grandi ideali e piccoli espedienti.
A Firenze certo riscuote un certo successo: produsse numerose opere, marmi, terrecotte e bronzi, moltissime attualmente di ignota collocazione.
Morì alla giovane età di 41 anni, all’ospedale di Asolo, fra le sue amate colline.

Chiesa di San Paolo a Maser

Tra Tre e Quattrocento la chiesa di Maser, con l’unione della chiesa di sant’Andrea di Muliparte, fu elevata a dignità di parrocchia, e da allora rimase più o meno indipendente dalla matrice di Cornuda.

L’attuale struttura, probabilmente risalente al Cinquecento, ha subìto nei secoli vari rimaneggiamenti, e ora sostanzialmente ha l’aspetto che le venne dato nel Settecento e nel successivo restauro del 1863.

All’interno, meritano attenzione alcune tele, tra cui un Martirio di santa Caterina d’Alessandria, della Scuola del Veronese e una Vergine col bambino, di Leandro da ponte.

All’altar maggiore, due pregiate statue in pietra tenera raffiguranti san Paolo e sant’Andrea. Sul soffitto, pittura ottocentesca rappresentante la conversione di san Paolo.

Sant Andrea Muliparte

Via Sant’Andrea – Muliparte – visitabile all’interno chiedendo al custode

Fino alla metà del Quattrocento, questa chiesetta era la parrocchiale della frazione di Muliparte, in antico castrum montis leopardis. Fu nei secoli spesso modificata e addirittura ricostruita: possiamo vederla attualmente nella veste datale con la ricostruzione del 1856.

All’interno conserva un crocifisso in legno del secolo XV, opera di arte popolare.
Muliparte ebbe appunto fino al Cinquecento circa una propria identità e storia ben definita, possedendo un castello ed una chiesa. In seguito venne a scadere a rango di coltello, e la parrocchia si ridusse al ruolo di chiesa campestre, lasciando la prevalenza al borgo di Maser.

Il nome Muliparte (Monteleopardo) non ha un’origine certa: nel 1200 è attestata l’esistenza dei Da Muliparte

Villa Marini

Via Castel Zigot 4 - Muliparte – non visitabile

Sorge sul sito dell’antico castello di Muliparte, sull’area ancora indicata come “Castello cigotto (Zigot)”, terra un tempo del castellano Ainardo Cigotto.
Inglobato nelle mura che circondano la villa è il piccolo oratorio di san Giuseppe, con una leggiadra facciata settecentesca. Il complesso edilizio della villa, molto rimaneggiato nel tempo conserva suggestioni medievali, specialmente osservandolo dal lato Est, imboccando la strada che s’inerpica sulle colline (via costa d’oro).

Rocca di Cornuda

Il Santuario custodisce la miracolosa immagine della Madonna della Rocca oggetto di venerazione da parte dei fedeli della zona.

L'edificio sorge a 350 m. sul livello del mare, nei pressi di un albero di rovere che, secondo la leggenda, proviene addirittura dalla Terrasanta. La chiesa attuale è costituita da un nucleo medievale, forse una cappella o una chiesetta preesistente al santuario stesso, e da strutture tardo seicentesche aggiunte alla costruzione primitiva. Il Santuario subì nei secoli alterne vicende, saccheggi e distruzioni, restauri ed abbellimenti, ed è oggi affidato alle Suore Missionarie dell'Immacolata, che godono dell'assistenza religiosa di un rettore specialmente nominato. Ogni anno, per voto, le sei parrocchie di Cornuda, Coste, Covolo, Maser, Nogarè ed Onigo, in sei periodi diversi dell'anno, vi giungono in pellegrinaggio.

La Villa di Maser

Maser – accesso da via Barbaro – ampio parcheggio

Per informazioni e per giorni/orari aggiornati di apertura, nonchè per tutti gli appuntamenti organizzati presso la Villa di Maser:

“...QUESTI AMENISSIMI POGGI, DIFESI DALLE TRAMONTANE, E APRICHI, DI MITE TEMPERATURA, D’AERE SALUBRE E PURO, DI AMPIO ORIZZONTE, ACCONCI ALLA VITE, AL CASTAGNO, A TUTTA SORTA DI FRUTTA…”

Seconda per magnificenza ed eleganza solo alla “Rotonda” di Vicenza tra quelle del Palladio, LA VILLA DI MASER si offre oggi al turista in tutta la sua bellezza, grazie anche alla cura che hanno saputo darle le varie nobili famiglie che vi si sono succedute come proprietarie, ed in particolare l’attuale.
Committenti dell’opera furono i nobili fratelli veneziani Daniele e Marcantonio Barbaro: il primo fu patriarca di Aquileia, uomo colto particolarmente sotto l’aspetto artistico, umanistico e letterario; fu amico di molti artisti del suo tempo fra i quali Andrea Palladio e Paolo Caliari detto il Veronese (per la sua origine), ai quali affidò l’incarico di progettare e realizzarela villa, casa di campagna, quale imperitura eredità artistica a Maser e al mondo delle glorie della sua famiglia. Marcantonio fu soprattutto politico e diplomatico della Repubblica veneziana, amante della letteratura e dell’arte, conoscitore della cultura ottomana, presso i cui popoli (Asia Minore) operò come ambasciatore.
La villa in modo armonico si prolunga orizzontalmente con i suoi colori chiarissimi e caldi dell’intonaco, che la fanno risaltare tra i verdi del prato antistante e del folto bosco di conifere che la incorniciano nella parte retrostante, tra i campi e i vigneti della campagna maserina.

Lo Splendore della Villa di Maser (TV)

Lo Splendore della Villa di Maser (TV)

Affreschi della Villa di Maser (TV)

Tempietto di Villa Barbaro

Ai piedi di Villa Barbaro, orientato ad Est come le antiche chiese cristiane, Palladio reralizza un raffinato tempietto destinato ad assolvere la doppia funzione di cappella di villa e chiesa parrocchiale per il borgo di Maser.
Il tempietto è certamente una delle ultime opere dell'architetto, se non addirittura l'ultima, nella quale Palladio realizza un sogno inseguito da tempo, quello di un edificio religioso a pianta rotonda, sormantato da cupola.
Non si conosce con certezza la data di inizio dei lavori di costruzione. nel fregio sono incisi la data 1580, i nomi del patrono (Marcantonio Barbaro), e di Palladio, che la tradizione vuole morto proprio in quell'anno a Maser.
I modelli di riferimento dell'edificio sono evidentemente il Pantheon, ma anche la ricostruzione offerta dallo stesso Palladio del tempio di Romolo sulla via Appia.
L'interno, che è riccamente decorato da stucchi, presenta in corrispondenza degli assi tre grandi nicchie in cui sono collocati gli altari.

Rocca di Asolo

L'origine della Rocca, costruita sulla cima del monte Ricco che sovrasta il centro di Asolo, era fatta risalire, fino a pochi anni fa, ad epoca preromana e romana. A questa ipotesi aveva aderito anche l'archeologo asolano Pacifico Scomazzetto.
Nel 1984 le discipline di Archeologia delle Venezie e di Topografia dell'Italia antica, dell'Università di Padova, hanno inziato lo studio sistematico del monumento con una campagna di scavi archeologici che hanno proseguito fino al 1991.

La campagna di studio è stata estremamente proficua.
La prima opera dell'uomo sulla zona sommitale del monte Ricco sembra potersi identificare in una piccola aula di culto absidata, databile alla seconda metà del VI secolo. Il tratto di mosaico messo in luce nella zona dell'abside è stato trasportato nel Museo.
Successivamente l'area sommitale del monte è stata utilizzata come necropoli. Ad un periodo successivo della chiesa sono anche da attribuire delle strutture abitative con dei semplici focolari domestici ed i resti di due crogiuoli per la fusione dei metalli.
La data di costruzione della attuale Rocca può essere indicata, con notevole approssimazione, tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII secolo. La cisterna/pozzo posta all'interno, di foggia veneziana, è databile al XIV secolo.
Dall'iniziale possesso del Vescovo di Treviso, la Rocca passò in rapida successione ai da Romano, al comune di Treviso dopo la metà del XIII secolo, poi ai Veneziani con la costituzione della Podesteria nel 1339, ai Carraresi per un breve periodo e infine nel 1388 definitivamente nelle mani della Serenisima. La Rocca venne coinvolta nel suo ultimo episodio bellico nel 1510.