Sentieri Verdi e Itinerari Turistici



Sentiero "Via dei Stech"
Il Montello
Itinerario1
Itinerario2
Itinerario3
Lungo il Piave
I Colli di Cornuda e le colline Asolane
Il Bosco di Fagarè
Sentiero delle cime
Sentiero natura Col de Spin
Da Coste di Maser al Colle S. Giorgio
La Rocca di Asolo


Chi si accinge ad effettuare un'escursione o una semplice passeggiata tra il verde dei nostri colli, è bene tenga presenti alcune norme di comportamento.
Il proprio equipaggiamento deve essere adeguato al tipo di escursione, collinare o prealpina nello zaino è bene tenere sempre un maglione e una giacca a vento. Le scarpe devono avere una suola che garantisca una buona presa sul terreno.
Potrebbe servire la chiamata di soccorso che si utilizza nelle escursioni in montagna, quindi portare un fischietto e una torcia per poter mandare segnali ottici ed acustici per richiamare l'attenzione.
Per rispetare al massimo l'ambiente nessuno dovrebbe lasciare tracce del proprio passaggio per questo è bene organizzare la gita in piccoli gruppi, non raccogliere ne danneggiare piante, fiori, frutti, funghi, non asportare terriccio, non disturbare gli animali, non accendere fuochi e prevenirne eventuali.
Seguire il sentiero tracciato e non danneggiare la segnaletica.
Riportare a casa i propri rifiuti.
Ed ora in cammino con occhi ed orecchi aperti per cogliere lo spettacolo di queste terre che offrono luci smaglianti che si dissolvono fino ad essere inesistenti, colori che brillano, sfolgorano profumi, odori di bosco, cinguettii,silenzi.


Sentiero "Via dei Stech"


Si trova a nord del centro di Montebelluna, all'appendice del Montello quindi in una zona collinosa fra Mercato Vecchio e Bocca Cavalla. Questa vecchia strada comunale, presente già 300 anni fa, era una via di comunicazione molto frequentata in quanto collegava la pianura alla sommità dei colle dove era sede un mercato settimanale di gran richiamo per la zona. Oggi è un sentiero naturalistico pedonale privo di difficoltà che attraversa una zona agricola basata su coltivazioni, prevalentemente a vigneto, e bosco.

Bus della Dea Bellona
E' una grotta in località Bocca Cavalla. Secondo una leggenda era un "condotto" segreto che collegava Asolo a Montebelluna ai tempi della Regina Cornaro e ancora oggi dovrebbe essere custodito all'interno un carro d'oro....!!!


Il Montello


E' un gruppo di colline nell'alta pianura trevigiana delimitato a nord e ad est dal letto dei Piave.
Morfologicamente ha il perimetro a forma di un ellisse e sembra una grande "bolla" priva d'acqua in superficie a causa della sua natura "carsica", intersecato da piccoli avvallamenti, anch'essi carsici in cui si aprono grotte e gallerie sotterranee.
Un tempo il Montello era ricoperto da un fitto manto di roveri che servivano alla Repubblica di Venezia per costruire gli scafi delle navi.
Alla caduta della Repubblica Veneziana venne saccheggiato dai boscaioli per il commercio clandestino. Con la scomparsa delle prime foreste, attualmente l'area boschiva presenta essenze arborce pregiate e varie: boschi di robinie si alternano a quelli di castagni, di roveri, di betulle, di carpini bianchi; qua e là sono presenti conifere piantate dal servizio forestale dello Stato. Il versante nord del Montello è un grosso polmone verde, sede preferita degli uccelli per la nidificazione e rifugio di mustelidi. Nel sottobosco, lo strato di humus vegetale favorisce, oltre alla crescita di erbe e fiori, la produzione di funghi che vengono forniti ai ristoranti e alle trattorie, mete dei buongustai e dei turisti dei fine settimana. Molti sono gli itinerari che si possono effettuare per conoscere meglio l'aspetto paesaggistico, ambientale, storico, architettonico, botanico, naturale di questo territorio, basta percorrere le Prese (strade) e seguire la segnaletica indicata. Le prese sono piccole strade costruite durante la grande guerra per scopi bellici. Attraversano la collina da nord a sud incrociando la "Dorsale del Montello". Sono in totale nr. 21
.


Itinerario 1


Se qualcuno in una bella giornata di sole da Montebelluna, località Posmon, attraverso Mercato Vecchio, raggiunge il Casteller, avrà di fronte un'incantevole visione: ad est le colline che dalla rocca di Cornuda proseguono fino al castello di Asolo, a nord il gigante dei Grappa e ad est con i suoi terrazzi alluvionali il Montello con sulla cima il bianco santuario di S. Maria della Vittoria.
Seguendo le indicazioni per il Montello si raggiunge la "dorsale" che segue verso est, superando S. Maria della Vittoria sino ad arrivare all'imbocco della "presa" nr. 10 dove ha inizio l'itinerario.
Dalla piazza con la lapide ricordo e i cannoni si lascia a sinistra la strada per S. Angeli, si seguono le indicazioni "per il sentiero dei Montello nr. 4", dopo aver aggirato la pista di motocross, per via degli Eroi, si arriva ad un bel bosco di querce secolari.
Continuando s'imbocca la presa 6 e, attraversando una verde galleria con belle siepi di acero campestre e boschetti di pini sulla sinistra, di robinie miste a castagni e roveri sulla destra, si attraversa la dorsale asfaltata; proseguendo si gira a destra per la strada militare sterrata che passa tra sambuchi, robinie, rare querce e castagni.

E' un ambiente verde e suggestivo, creato da diversi alberi, che si snoda su un falsopiano e poi in lieve salita, in un silenzio rotto solo dal canto degli uccelli.

Risalendo l'asfaltata via Porcu, si può poi imboccare una stradina poco frequentata, in un paesaggio di prati, boschi e pinete per arrivare alla dorsale di partenza.



Itinerario 2


La partenza è la chiesa di S. Maria della Vittoria, punto più alto del Montello, ci si dirige verso sud lungo la dorsale, a 50 metri dalla chiesa, si imbocca un sentiero che correndo parallelamente al ruscello porta in Val dell'Acqua; nel percorso si attraversa prima un bosco di betulle e poi uno di splendidi carpini bianchi.
Arrivati su una strada bianca, fiancheggiando la vecchia latteria e tenendo la destra, si arriva all'Osservatorio del Re, una casa rurale, dove si trova la postazione sul Piave dalla quale Vittorio Emanuele 3° seguì la battaglia che concluse la I° guerra mondiale.
Continuando il percorso lungo la dorsale prima del bivio si trova una bella fontana, chiamata "Fontana della Lava", proseguendo per la dorsale e girando a sinistra si ritorna a S. Maria della Vittoria.


Itinerario 3


La partenza è a Biadene dal folto bosco di conifere, dietro a Villa Pisani; si percorre piacevolmente lo Stradon del Bosco tra pini ed abeti, si oltrepassa un cippo che ricorda la 2° guerra mondiale, dopo un saliscendi per una strada sinuosa, fra la "presa" 17 e la 18, ci si trova davanti uno squarcio panoramico stupendo verso Montebelluna, Comoda ed i Colli; nelle vicinanze è localizzata la fontana militare ritrovata dagli "Amici dei bosco del Montello".
Scendendo, sulla sinistra, si torna allo Stradon del Bosco e a Villa Pisani.


Lungo il Piave


Il punto di partenza dell'escursione si raggiunge percorrendo la strada Semaglia-Vidor, alla circonvallazione per Momago, si imbocca la prima grossa laterale a sinistra e proseguendo per circa 2 Km. si giunge alla Pineta dell'Isola dei Morti, così chiamata in ricordo della battaglia della l° guerra mondiale.
Oggi l'Isola dei Morti è un promontorio fluviale, ricoperto da una fitta vegetazione sempreverde composta soprattutto dal pino silvestre e pino nero, piantumati dopo la grande guerra per rimboschimento, ma creando un habitat innaturale per la zona, tanto che molti esemplari annualmente devono essere sostituiti con alberi a foglie caduche, più adatti, come querce e tigli.
Tra aprile e giugno, è eccezionale la fioritura di numerose orchidee (l'orchidea militare, l'orchidea piramidale) di eriche, ginepri e persino di "mamai", una graminacea dai pennacchi piumosi, particolarmente usata nella zona per decorazioni. La sponda è costituita anche da altri luoghi particolarmente suggestivi: la zona "Fontane Bianche" caratterizzata da risorgive alimentate da un vasto bacino idrografico che si estende fino alle Prealpi.
Qui l'ambiente umido che favorisce le zone prative e la crescita di alti pioppi, è ancora intatto dalle piantagioni agricole. La vegetazione intorno di particolare bellezza è caratterizzata da specie floreali che incrociano specificità montane a quelle collinare e a quelle tipicamente umide, con numerose fioriture stagionali, favorite dall'isotermia delle acque risorgive. Nei terrazzi prospicienti il greto del Piave è documentata la presenza della cultura paleoveneta, dato il ritrovamento di numerose tombe.



I Colli di Cornuda e le colline Asolane

Nelle colline Asolane e di Comuda convivono vegetazioni spontanee e specie introdotte dall'uomo, ma in questi ultimi anni, in cui le colture agricole sono state abbandonate, prende il sopravvento la natura: il bosco ritorna selvatico, si ritrovano varietà arbustive diverse e gli animali sono favoriti nel costruire il loro habitat.


Il Bosco del Fagaré

E'situato nel territorio del Comune di Comuda, lungo la strada che dalla S.S. nr. 348 (Feltrina Vecchia) conduce a Castelli di Monfumo.
La maggior parte delle rocce dei colli di Cornuda si formò in seguito alla sedimentazione del materiale trasportato dai fiumi verso il mare e poi emersi, circa 40 milioni di anni fa, dando origine alle Alpi.
Il materiale eroso dalle montagne, ghiaie, sabbie, trasportato a valle dalle fiumane e dai ghiacciai determinò la formazione della zona collinare.
L'origine del manto forestale che attualmente forma il bosco dei Fagarè è comune a quella dell'Asolano, come anche la storia, il clima, ecc. All'interno dei bosco si snodano molteplici percorsi assai differenti per le varietà fioristiche, faunistiche e dei piccoli scenari che si propongono al visitatore.
Nelle zone del fondovalle, dove il terreno è argilloso ed umido si trovano gli equiseti, l'erba trinità, Lontano nero; nei versanti freschi crescono l'acero del monte, il frassino maggiore, il pioppo, i salici, il castagno, il biancospino; nel sottobosco il pungitopo, il bucaneve e il "dente di cane". Nei versanti più soleggiati crescono specie arborce come il carpino nero, la rovere, il nocciolo; nel sottobosco le erbacee come la felce aquilina, l'epimedio, la salvia verticiliata, ecc.
Fagarè, il più grande dei boschi dell'Asolano, è ricchissimo di funghi non solo per quantità, quanto per la varietà delle specie che si trovano nel territorio anche se in questi ultimi anni la crescita si è notevolmente ridotta a causa del raccolto indiscriminato avvenuto negli anni passati e alla trascuratezza del sottobosco.
Sono presenti ancora diverse quantità di funghi mangerecci: la spugnola che cresce in luoghi aridi, erbosi, ai margini delle strade, si trova sul Suider, sul Colle della Rocca, ai margini del bosco del Fagarè; il boletus edulis, ormai raro, ma di tanto in tanto si presenta abbondante per 3 o 4 giorni nel bosco di Fagarè e nei castagneti sopra la Valle; la mazza di tamburo che cresce in autunno nei vigneti e nei pascoli, dopo le piogge, specialmente sopra la località della Valle; l'armillaria mellea o "ciodet" che cresce in modo abbondante ovunque.
Non ci si deve abbandonare a sregolate raccolte di funghi commestibili, ma nemmeno distruggere o calpestare quelli velenosi per non compromettere l'equilibrio del bosco.
Spesso passeggiando, si pensa che non ci sono più animali ad abitare il bosco, ma con un po' di attenzione si possono trovare gli indizi di insetti, uccelli, piccoli mammiferi e qualche poco simpatico rettile.
Tra gli uccelli si possono vedere il fringuello che nidifica sulle biforcazioni dei rami, la ghiandaia, il picchio verde e quello rosso.
Alcune specie rimangono anche d'inverno, altre migrano e vengono sostituite da altri uccelli provenienti da regioni più a nord (lo scricciolo, il tordo, il nibbio, l'allocco, il gufo, ecc.). Se si osserva il sentiero, mentre si cammina, si notano escrementi che segnalano la presenza di mustelidi, piccoli mammiferi aggressivi come donnola, la puzzola, la faina. Pigne rosicchiate indicano la presenza di scoiattoli, ghiri e ricci. Anche le tane e i nidi segnalano una presenza vivente e ad un occhio attento forniscono notizie sul padrone di casa. Percorriamo insieme un itinerario per verificare le caratteristiche del bosco.



Sentiero delle Cime


Si parte dal piazzale della "Beccaccia", si percorre la strada Petolè fino al Sentiero delle Cime. La stradina attraversa un bosco con frassini, aceri montani, pini, roveri, carpini neri. Prima di iniziare la salita si può osservare la Spelonca delle Salamandre, una grotta naturale dove vivono numerose salamandre.
Continuando la strada in salita e girando a destra si arriva alla Casa della Guardia.
Nel percorso si incontrano, alla fine dell'inverno, chiazze gialle di primule, pervinche e violette.
Scendendo per la stradina "Busa dei Campi", il sottobosco cambia aspetto poiché è in parte composto da pungitopo, ravvivato dal rosso delle bacche nella stagione invernale.
Un punto di sosta segnato permette di ammirare il paesaggio: le Colline dei Boschi di Onigo, con sullo sfondo il Monte Tomba, il Monte Cesen e le Vette Feltrine in lontananza.


Sentiero Natura Col de Spin

Si può scegliere fra 4 itinerari: 1 h e 1/2 ora, 2 ore, 2 h e 1/2 e 3/4 ore.
Alla fine del comune di Maser, dal piazzale di casa Mostacin, ha inizio l'escursione che si svolge sulle tracce di un vecchio sentiero tra Maser e Cornuda. Dal punto di partenza si può osservre il Monte Callalto (498 mt.) coperto da un bosco di larici sulla sommità. Proseguendo si raggiunge la "pozza d'acqua" formata da acqua piovana e sorgiva.
D'estate è piacevole vedere libellule giocare con l'acqua, rane durante la metamorfosi girino-rana e talvolta caprioli all'abbeverata. La passeggiata continua in un susseguirsi di vegetazione: ginepro felci, giglio verde, pino nero, salvia dei prati, fino ad arrivare al Belvedere dal quale la Rocca di Asolo, il Massiccio del Grappa e il bosco del, Fagarè creano una piacevole emozine, anche pensando che tutta questa zona è stato teatro della I° guerra mondiale.
Il percorso, leggermente in salita, porta alla Vecchia Miniera aperta nel 1941 per l'estrazione di lignite, utile alle fornaci del Veneto. Terminò l'attività nel 1950 ed oggi ben poco rimane della originaria costruzione.
A poco più di 3 Km. dalla partenza si può ammirare il Bosco Fagarè, la rocca di Cornuda e nella pianura il letto del Piave.


Da Coste di Maser al Colle S. Giorgio




La partenza per questa escursione è presso il piazzale situato alla fine della strada asfaltata di Coste, la via da seguire è la stradina sterrata sulla destra del parcheggio.
Lungo il percorso, poco dopo la partenza, è possibile ammirare le splendide vedute del Montello, alle spalle della pianura tra Montebelluna e Cornuda.
Poco dopo ci si imbatte in un gruppo di pini neri d'Austria, sfortunatamente attaccati dalla processionaria del pino, una malattia purtroppo molto diffusa in queste zone.
Si segue sempre il sentiero, facendosi guidare dalle tracce rosse segnate ai bordi della strada o sugli alberi.
L'ultimo tratto del percorso è ormai una mulattiera che attraversa il bosco sul fianco orientale del colle, offrendo sempre magnifici paesaggi.
Colle S. Giorgio (400 mt.) con l'omonimo oratorio è meta di chi ama contemplare lo spettacolo del sole calante ai confini della pianura Veneta.
Dalla sommità, nelle giornate di bel tempo, è possibile ammirare i picchi dolomitici dei Cimonega, le prealpi bellunesi e le colline Bregontine.





La Rocca di Asolo


Per raggiungere la rocca di Asolo è possibile partire da Pza Angelo Brugnoli, seguendo poi le evidenti indicazioni lungo il percorso. E' indifferente percorrere il ramo destro o sinistro della strada, poiché si riuniscono presso la porta Colmarion.
Lungo la via, oltre le Prealpi, si notano sullo sfondo le Dolomiti, con la parete meridionale dei Sass de Mura.
Dopo circa mezz'ora di cammino dal centro città, ci giunge alla Rocca e al suo panoramico piazzale. Questo luogo è considerato in assoluto il più dolce ed elegante di tutto il Veneto, definizione che scaturisce spontaneamente da chi ha l'occasione di visitare la Rocca, dopo aver magari passeggiato per le vie del centro, salendo in una bella giornata autunnale, oppure in una sera d'estate, prestando attenzione ai mille profumi provenienti dalla collina in fiore e osservando le antiche viuzze e le mura di cinta che racchiudono i parchi delle ville.



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